Foto ©Attila Kleb - www.klebattila.com

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Madre Pietra. Pinuccio Sciola al Castello di San Michele

A cinque anni dalla sua scomparsa al Castello di San Michele una grande antologica dedicata all’opera di Pinuccio Sciola. L’esposizione rappresenta una grande occasione per conoscere ancora più a fondo uno degli Artisti sardi più noti del panorama artistico contemporaneo.

“Sono nato da una pietra, sono amante della terra, dell’acqua, dei fiori, del sole”: queste parole amava dire di sé Pinuccio Sciola, artista autorevole nel panorama contemporaneo internazionale, che in Sardegna, tra XX e XXI secolo, più di ogni altro ha indagato in maniera costante, originale, poetica il rapporto tra arte e natura. A tale rapporto, elaborato con estrema coerenza attraverso i decenni, supportato da un’instancabile vena creativa e progettuale, è dedicata la mostra Madre Pietra, la natura, la scultura, la città, allestita a Cagliari, al Castello di San Michele a cinque anni dalla scomparsa dello scultore e visitabile fino al 3 ottobre, nei limiti imposti dalle restrizioni anti COVID.

L’esposizione, curata da Simona Campus e Tiziana Ciocca, in collaborazione con Maria Sciola, approfondisce gli sviluppi di una costante ricerca condotta sulle potenzialità espressive dei materiali e delle loro prerogative primordiali, nell’orizzonte del tempo senza tempo, delle origini del mondo e dei suoi infiniti cicli.

Grazie ad un corpus di materiali, alcuni del tutto inediti, la mostra, che sarà arricchita da attività didattiche dedicate ai gruppi e al pubblico libero di tutte le età, costituisce anche una preziosa occasione per richiamare l’attenzione sul legame dello scultore con la città di Cagliari.

Madre Pietra, la natura, la scultura, la città, realizzata grazie al partenariato con la Fondazione Sciola, rientra nell’ambito della programmazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari.

L’allestimento è a cura di Salvatore Campus.

INFORMAZIONI, ORARI E BIGLIETTI

🏛 Come prenotare
È possibile contattare il Castello di San Michele al numero 070 15240479 o scrivere all’indirizzo email castellosanmichele@consorziocamu.it.
La prenotazione dei biglietti potrà avvenire anche attraverso la compilazione dell’apposito modulo online.
Le visite sono organizzate in modalità di fruizione contingentata nel rispetto delle misure anti-Covid

📆 Orari di apertura
Dal mese di Giugno:
dal martedì alla domenica 10-13 / 16-21. Lunedì chiuso.

⏱ Il tempo di visita è di 1 ora

👥 Massimo quindici persone per turno. Per accedere al Centro d’Arte è necessario indossare la mascherina FFP2 o chirurgica

🎟 Biglietti
Intero 6,00 €, ridotto 4,00 € (over 65 e studenti muniti di documento), gratuito: portatori di handicap, accompagnatori e bambini fino ai 7 anni)

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LA MOSTRA

Il percorso espositivo coniuga la dimensione immersiva ed emozionale al rigore dell’interpretazione storico-critica, snodandosi attraverso un’ampia selezione di opere; i lavori più rappresentativi sono accostati ad altri  meno noti e inediti, facendo emergere in una molteplicità di risonanze la sensibilità ambientale, e ambientalista, che sempre sottende alla produzione dell’artista.

L’allestimento comincia già all’esterno, con la suggestiva installazione delle guglie in ferro, concepite da Sciola come omaggio a Antoni Gaudí e alla sua tensione verso l’infinito, per proseguire in maniera organica negli spazi del Castello di San Michele, instaurando un dialogo rispettoso e armonico con le preesistenze storiche del monumento. Varcata la soglia di una seconda installazione – ancora un omaggio, questa volta a Grazia Deledda e alle sue Canne al vento, metafora dell’esistenza umana – i Semi in basalto attraggono definitivamente il visitatore nell’esperienza diretta e profonda dell’arte di Sciola: perfetta sintesi della sua idea di scultura, rappresentano la pietra che feconda la terra, origine della vita e della creatività. Perché «la pietra è natura. E la natura è madre». Dai Semi – impossibile non ricordarli adagiati sul sagrato della Basilica Inferiore di Assisi nel 2008 – germogliano le altre pietre, che prendono forma di Spighe e di Foglie, come quelle allestite nel 2004 al Jardin du Luxembourg di Parigi per il poeta Jacques Prévert.

In un crescendo di intensità e raffinatezza esecutiva, dalle Pietre nude che l’artista ha lasciato pressoché intatte rispetto alla loro conformazione originaria – con un atteggiamento di assoluta essenzialità che richiama Constantin Brancusi – si giunge progressivamente alle Pietre sonore, in basalto o calcare, espressione più nota dell’arte di Sciola, nate dall’intuizione di rendere eloquente e viva quella che per tradizione viene indicata come “pietra muta”. La pietra, invece, racchiude il canto del fuoco e dell’acqua, la magia dei cieli stellati, l’energia dell’universo. È madre, ma anche sorella, in accezione francescana, e arriva a coincidere con un profondo sentimento del sacro: a chiudere il percorso, al piano terra, la pietra suonata dallo scultore – appena qualche settimana prima della sua scomparsa – in San Pietro Vincoli, a Roma, davanti al Mosè di Michelangelo.

Al piano superiore del Castello la mostra assume un andamento nuovo, funzionale ad approfondire il modo in cui le opere di Sciola interpretano e abitano il paesaggio, non solo naturale ma anche urbano. Le Vele, così come le piccole figure in terracotta dei Bagnanti rivelano attenzione, interesse e amore per una Sardegna fatta di pietra, di terra e di mare insieme, sulla linea di un orizzonte che dall’Isola non cessa mai di guardare verso l’altrove, e verso l’altro. Un’intera sezione, infine, è rivolta ad analizzare l’aspetto più propriamente “costruttivo” insito nell’arte scioliana, in virtù del quale la scultura diventa essa stessa paesaggio, architettura, città.

Particolarmente rilevante la presenza di un ricco corpus di oltre cento disegni, fotografie e scritti relativi alla progettazione di installazioni scultoree negli spazi pubblici della città di Cagliari, materiali molti dei quali vengono presentati qui per la prima volta. La loro esposizione costituisce l’anteprima di un più ampio progetto itinerante che vedrà presto la luce, denominato “I luoghi di Sciola”, ideato e coordinato da Maria Sciola. In una serrata e affascinante unità di pensiero, la natura, la scultura e la città appaiono dunque strettamente connesse tra loro: a partire dal legame privilegiato durato tutta una vita con il suo paese natale, San Sperate, Sciola estende a differenti contesti una concezione etica ed estetica del fare artistico, in cui i valori ambientali e ambientalisti si saldano alle istanze sociali. Accade, così, che la natura diventi comunità.

SERVIZI EDUCATIVI

Madre Pietra è una mostra dalla forte valenza educativa e sarà arricchita da attività didattiche dedicate ai gruppi e al pubblico libero di tutte le età, in un’area appositamente allestita all’interno dello spazio espositivo del Castello di San Michele. Le attività proposte, frutto della collaborazione tra Camù e Orientare, hanno l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla poetica di Sciola in modo inclusivo e partecipativo.

Un laboratorio per tutti. Dopo la visita alla mostra il pubblico sarà invitato a scomporre e ricomporre il dipinto Muro di Pietre di Pinuccio Sciola, partecipando alla creazione di un’opera collettiva che sarà realizzata nella grande parete dell’area dedicata ai laboratori. Un omaggio all’arte dei murales con la quale Sciola diede vita al suo paese museo.

Laboratori per i gruppi. I gruppi di visitatori potranno prenotare l’attività Bagnanti di terracotta. L’area laboratori si trasformerà in uno studio d’artista in cui poter plasmare l’argilla ispirandoci ad alcune delle opere meno conosciute del maestro di San Sperate. Per i più piccoli sarà prenotabile l’attività Giardino di foglie. I bambini avranno a disposizione un pennello e della tempera nera con i quali poter “stampare” su sassi e pietre le venature di foglie di vario tipo e dimensione.

Una fiaba d’artista. A mostra in corso, nell’area laboratori sarà allestito uno spazio video in cui bambini e adulti potranno vedere e ascoltare la fiaba “Il Maestro Pinuccio Sciola”. Arricchito da illustrazioni, il racconto permetterà di immergersi nella poetica di Sciola e di scoprire il suo magico rapporto con la madre pietra.

Una visita multisensoriale e inclusiva. Il pubblico potrà prenotare la visita guidata multisensoriale alla mostra. Un’esperienza interattiva e stimolante, adatta a tutti, che coinvolgerà più sensi utilizzati con consapevolezza in una profonda correlazione tra coinvolgimento sensoriale, apprendimento ed emozioni.

L’offerta didattica sarà arricchita da ulteriori eventi che andranno ad approfondire in chiave artistica gli argomenti e le tematiche della mostra.

PINUCCIO SCIOLA

Pinuccio Sciola_Foto @Attila Kleb

Giuseppe Sciola, noto Pinuccio, nasce a San Sperate nel 1942 da una famiglia di contadini. Conseguito il diploma di maturità artistica a Cagliari, perfeziona i suoi studi a Firenze e a Salisburgo dove segue i corsi di Oskar Kokoschka, Emilio Vedova ed entra in contatto con diverse personalità artistiche. Nel 1967 è all’Università della Moncloa a Madrid, mentre l’anno successivo si trova a Parigi, in coincidenza del maggio francese. Dalla fine degli anni Sessanta intraprende l’opera di trasformazione di San Sperate in un autentico Paese Museo. Nel 1973, a città del Messico, lavora con il grande muralista Alfaro Siqueiros; nel 1976 è alla Biennale di Venezia “Ambiente, partecipazione, strutture culturali”. Gli anni Ottanta sono costellati di riconoscimenti, con importanti esposizioni in Italia e all’estero. Nel 1994 conferma la sua poetica di un’intima e stretta relazione tra arte e natura, esponendo nel parco del castello di Ooidonk in Belgio; nel 1995 partecipa alla III Biennale di Arte Natura di Niederlausitz nei pressi di Berlino. Dell’anno successivo sono la personale “Coeur de pierre” nel parco del Trianon Palace di Versailles e la mostra nel parco del Kunst Project di Barendorf, a Vienna. La sua incessante curiosità e la voglia di conoscere e confrontarsi in un contesto dal respiro internazionale, lo portano a viaggiare spesso per il mondo. Nascono le Pietre sonore, suonate per la prima volta nel 1996 al Festival Time in Jazz di Berchidda. Nel 2002 Renzo Piano fa collocare un grande basalto nel giardino prospiciente il nuovo Auditorium della Musica a Roma. Nel 2003, dopo ventisette anni, Sciola torna alla Biennale di Venezia. Nel 2010 è nominato Presidente della commissione regionale per il Paesaggio e la qualità architettonica. Il 20 febbraio 2012, in occasione della visita a Cagliari del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, vengono inaugurati di fronte alla Stazione Marittima tre monoliti, rispettivamente in granito, calcare e basalto, simboli della Sardegna e del tricolore. Il 12 giugno dello stesso anno Napolitano nomina l’artista “Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana”.

Pinuccio Sciola muore il 13 maggio 2016: San Sperate si veste di bianco, con lenzuola e drappi appesi ovunque alle finestre e ai balconi, per ricordare quella rivoluzione artistica iniziata proprio dai muri candidi dell’amato paese. A San Sperate si trovano oggi la casa-studio, dove ha sede la Fondazione, e il Giardino Sonoro, il museo all’aperto dell’artista, luogo nel quale l’unione tra arte e natura raggiunge la sua massima espressione.

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