Francesco Zizola - Sale, sudore, sangue

Sale, Sudore, Sangue. La mostra di Francesco Zizola approda a Parigi

Approda a Parigi, con la curatela di Laura Serani la mostra Sale Sudore Sangue, che espone 65 immagini di Francesco Zizola realizzate in Sardegna e in particolare nelle tonnare di Portoscuso, Porto Paglia e Cala Vinagra. 

Una serie fotografica che vuole esplorare attraverso un linguaggio visivo articolato e complesso, il rapporto tra uomo e natura e la sua influenza sul mare.

Il sistema della tonnara inventato dai Fenici si tramanda nel mar mediterraneo da millenni e oggi sopravvive solo in Sardegna. Un sistema di pesca considerato sostenibile e che offre all’artista materia visiva per una narrazione che si rifà ad immagini ancestrali e a metafore che attraversano il tempo e lo spazio.

Il progetto espositivo è completato dal libro fotografico, edito da PostCart, arricchito dal racconto di Emilio Salgari “La pesca dei tonni” e dal cortometraggio “As If We Were Tuna”.

L’evento è prodotto dal Consorzio Camù nel 2017 ed è ora in circuitazione in Francia grazie al contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Bando IdentityLAB_2), all’interno del programma POR FESR 2014-2020 Azione: 3.4.1 e col sostegno di Tonnare Sulcitane S.r.l.

La mostra fotografica verrà inaugurata mercoledì 17 novembre all’Espace Photo de l’Hotel de Sauroy e sarà visitabile dal 18 novembre al 13 dicembre 2021 secondo i seguenti orari: dal martedì al venerdì 13:00-18:30, sabato e domenica 12:00-19:00.

LA MOSTRA

Sale Sudore Sangue affronta il tema del mare e della crisi ambientale legata a una delle più gravi minacce della storia: la pesca intensiva e i rischi per l’ecosistema marino. Un racconto corale della comunità di Portoscuso e Portopaglia, le cui specificità identitarie passano, metaforicamente, anche per le tecniche millenarie di pesca compatibile. Un prodotto culturale d’eccellenza: foto immaginifiche e forti, che in Sardegna hanno riscosso un grande successo di pubblico. 

La mostra, che fa riferimento al più ampio progetto sui limiti dell’uomo rispetto agli elementi naturali, ci porta indietro nel tempo, in una Sardegna dove ancora esiste l’antico rito della mattanza e i pescatori sono gli ultimi testimoni della relazione simbiotica esistente tra l’uomo e il mare. Le immagini parlano di una pesca al tonno indubbiamente crudele, ma estremamente selettiva e concentrata in un breve periodo di tempo, e per questo in grado di rispettare il ciclo della vita marina. Un’antica pratica di pesca sostenibile che rischia di scomparire soprattutto a causa della pesca di tipo industriale che poco si preoccupa della preservazione dell’ecosistema marino e dei suoi organismi.

Tre quarti del nostro pianeta è ricoperto d’acqua. Gli oceani, habitat di oltre l’80% degli organismi presenti sulla terra, rappresentano un ecosistema dalla biodiversità inestimabile, fonte primaria di sostentamento per milioni di persone. Oggi gli oceani si trovano ad affrontare una delle più gravi minacce della storia: la pesca intensiva. Scienziati di tutto il mondo hanno lanciato un allarme congiunto senza precedenti: se le navi da pesca industriale continueranno a saccheggiare il mare con l’intensità di oggi, le più comuni specie di pesci rischieranno di estinguersi entro il 2048. La drastica diminuzione delle riserve di pesce nel mare mette a rischio non solo il delicato equilibrio di tutti i mari del mondo, ma anche il futuro stesso dell’intero ecosistema Terra e delle generazioni che verranno. 

“Ogni anno, alla fine della primavera – scrive Francesco Zizola – enormi esemplari di tonni migrano dall’Oceano Atlantico verso le acque più calde del Mediterraneo. Questi pesci possono raggiungere un peso di oltre 400 chili e vengono catturati e caricati sulle barche contando solo sul sudore dei tonnaroti, ultimi testimoni di una pesca compatibile che è in grado di rispettare il ciclo della vita marina. Le reti colossali vengono sollevate dagli uomini sotto la supervisione del Rais, capo supremo della tonnara e unico depositario dell’antica arte della mattanza, durante la quale il sangue del tonno tinge di rosso il mare”. 

IL LIBRO

La mostra sarà accompagnata dal volume che rappresenta la prima tappa del progetto “Salt, Sweat, Blood – Pictures of Sardinia” del Consorzio Camù, reso possibile dal Bando IdentityLAB_2 della Regione Autonoma della Sardegna, all’interno del programma POR FESR 2014-2020 Azione: 3.4.1.

In apertura il testo di Salgari introduce l’accurata selezione delle fotografie più immaginifiche ed evocative che ritraggono la pesca dei tonni e i pescatori coinvolti, e ripercorre per immagini il controverso rapporto tra l’uomo e il mare, oggi più che mai al centro dei dibattiti sulla sostenibilità della pesca e più in generale sulla crisi ambientale in atto.

Il  libro, prodotto dal Consorzio Camù in collaborazione con FAST Soc. Coop. a.r.l e 10B Photography, sostenuto da Tonnare Sulcitane S.r.l., è edito da Edizioni Postcart s.r.l.

IL FILM

As If We Were Tuna è il cortometraggio realizzato da Francesco Zizola  presentato fuori concorso alla Biennale del Cinema di Venezia nel 2019.

“Con “As If We Were Tuna”, dichiara Zizola, voglio disegnare un percorso narrativo che offra una visione complessa dell’antico e sostenibile metodo di pesca del tonno. Mi interessa suggerire una metafora dell’eterno conflitto tra uomo e natura, una riflessione sulla Hubris degli uomini.”

Tra aprile e giugno, grandi branchi di tonni rossi arrivano dall’oceano per raggiungere le acque limpide e calde del Mediterraneo. E gli abili tonnaroti del Sulcis, i pescatori di tonno, stanno in attesa, gettando in mare grandi e complesse reti, tonnare legate a galleggianti e pronte a condurre il pesce attraverso un labirinto di camere.

Tra le varie camere create dalle reti, la più importante ai fini della pesca e della cattura del tonno è la “camera della morte”, così chiamata perché ospita l’uccisione o la mattanza. La mattanza non è solo l’atto conclusivo della pesca del tonno, ma è anche un rito sacro che ha ispirato poeti e filosofi attraverso i secoli. Come se fossimo tonni” dice l’antico tragico greco Eschilo ne I Persiani (472 a.C.), narrando la sconfitta persiana nella drammatica battaglia di Salamina.

Questa opera multimediale è stata realizzata con immagini prese durante la pesca del tonno rosso a Portoscuso e Porto Paglia, in Sardegna, tra aprile e giugno 2016 e 2017. Oltre a documentare la tonnara, una delle ultime tonnare tradizionali funzionanti nel Mediterraneo e la sua importanza tra le comunità costiere, evidenzia anche il suo ruolo come l’ultimo metodo sostenibile per la cattura del tonno, in contrasto con le pratiche di pesca industriale che stanno esaurendo le popolazioni di pesce in tutto il mondo.

Francesco Zizola (Roma, 1962) ha fotografato le principali crisi e conflitti che si sono succeduti nel mondo negli ultimi 30 anni. Un forte impegno etico e una personale cifra stilistica caratterizzano la sua produzione fotografica. Francesco ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui dieci World Press Photo e sei Picture of the Year International. Nel 2003 Henri Cartier Bresson include una fotografia di Francesco tra le sue 100 preferite. Questa collezione è stata trasformata in una mostra – Les Croix d’Henry Cartier Bresson – e in un libro. Tra gli altri volumi che ha pubblicato, ”Sale Sudore Sangue” ( 2020), “Uno sguardo inadeguato” (2013), “Iraq” (2007) e “Born Somewhere” (2004) dedicato alla condizione dell’infanzia in 27 paesi del mondo. Nel 2015 Francesco Zizola ha iniziato una nuova serie chiamata “Hybris”, un progetto che tratta dell’arroganza dell’uomo nei confronti della natura. Il cortometraggio relativo al primo capitolo è stato vincitore del premio SIAE 2018 per il “talento creativo” nell’ambito della Biennale di Venezia, Festival del Cinema. Francesco è direttore artistico della mostra World Press Photo di Roma e Ferrara dal 2016 e curatore del progetto “Collezione Roma 2020-2021” per il museo d’arte contemporanea Palazzo delle Esposizioni. Francesco vive a Roma. 

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